BENESSERE DEGLI STUDENTI E ANNO ALL’ESTERO (Parte 1)

Frequentare un trimestre, semestre o intero anno accademico all’estero durante le superiori è sicuramente una bellissima esperienza che può rivelarsi davvero challenging.

Secondo gli ultimi dati 2024 dell’Osservatorio ICEF, gli studenti  (tra i 14 ed i 17 anni) che decidono di lanciarsi in questa esperienza sono maggiormente preoccupati dalle seguenti “sfide”:

 Come superare questi timori?

Prevenire il cultural shock documentandosi il più possibile su usi e costumi del paese di destinazione per iniziare ad “acclimatarsi” è sicuramente utile ma non sufficiente…

Attenuare la difficoltà ad integrarsi in un nuovo contesto culturale è invece possibile, soprattutto se alcune figure di supporto sono efficienti e sul pezzo:

  • La famiglia ospitante deve spiegare all’exchange student la routine quotidiana dandogli/le il tempo di abituarsi a nuovi orari, usi, a diventare confident con la lingua e facendo sentire lo studente “a casa”.
  • I tutor scolastici devono supportare gli studenti nella scelta del piano di studi e delle materie (cambiandole qualora non risultino adatte), cercando di eliminare (o almeno ridurre!) l’academic pressure, ossia l’ansia che molti ragazzi/e hanno di non essere all’altezza del programma e conseguente timore di deludere le aspettative dei genitori.
  • l’educational consultant (il professionista o l’organizzazione cui ci si è rivolti per scegliere e gestire l’intero programma) è l’anello di congiunzione tra il paese di origine e quello di destinazione. Deve accompagnare i ragazzi verso le loro esperienze all’estero aiutandoli a costruire le skills di cui avranno bisogno una volta partiti. Prima e durante tutto il soggiorno dovrà unire ascolto empatico a consigli pratici (senza giudizio) al fine di aiutare i ragazzi a sviluppare resilienza nei confronti delle avversità che umanamente e scolasticamente potrebbero incontrare durante il programma.

Quando, tuttavia, l’esperienza viene portata a termine, i benefici sugli studenti sono davvero “trasformativi”: arricchimento culturale e linguistico, indipendenza ed autonomia di pensiero che si riflettono sul benessere mentale e conseguente autostima che li accompagnerà negli anni a seguire. Il dover decidere (da soli) su piccole e grandi scelte della quotidianità si trasforma in sicurezza e consapevolezza di se stessi e delle proprie potenzialità.

In altre parole… frequentare un trimestre/semestre/anno all’estero tra i 14 ed i 17 anni è sicuramente una decisione impegnativa sotto molteplici aspetti (non ultimo quello economico) ma se fatta con cognizione di causa, preparando gli studenti prima e supportandoli in modo adeguato durante tutto il programma… può rivelarsi una delle esperienze più trasformative ed arricchenti che i ragazzi ricorderanno negli anni!

 

Marina Filippi – Educational Consultant